Centro di Patologia Orbitaria Policlinico II Napoli

OSTRUZIONE DELLE VIE LACRIMALI

L’ostruzione delle vie lacrimali è un fenomeno abbastanza comune nella popolazione generale e può interessare sia adulti sia bambini. Si tratta di una patologia significativamente più frequente nel sesso femminile, una spiegazione di tale fenomeno può essere ricercata nella documentata diversità di calibro della parte intraossea del canale nasolacrimale che lo rende, nella donna, più suscettibile a restringimenti o occlusioni. Tale situazione può essere secondaria anche a pregressi interventi chirurgici sul naso o pregresse fratture del naso ma nella maggior parte dei casi la causa che determina l’ostruzione non è nota. L’ostruzione determina fenomeni di stasi delle lacrime che provocano lacrimazione, infiammazione e favoriscono la colonizzazione da parte di microrganismi commensali. Il sintomo cardine è l’eccesso di lacrime (epifora) che rende la visione del paziente offuscata; in assenza di terapia si può andare incontro ad un accumulo di muco-pus nel sacco lacrimale, che diviene rigonfio, arrossato e dolente (dacriocistite).

Ai fini diagnostici ma soprattutto terapeutici le vie lacrimali sono distinte in alte vie lacrimali, comprendenti i puntini lacrimali, i canalicoli lacrimali ed il canalicolo comune, ed in basse vie lacrimali, con il sacco lacrimale ed il dotto naso lacrimale. L’ostruzione delle alte vie lacrimali può esser dovuta da mal posizioni palpebrali (ectropion), fenomeni infiammatori sia di tipo infettivo sia autoimmunitario, patologie neoplastiche, cause iatrogene o traumi. L’ostruzione delle basse vie lacrimali è nell’80% dei casi di tipo idiopatico, si parla infatti di PANDO (Primary acquired nasolacrimal duct obstruction) come un’infiammazione aspecifica vascolare, più frequente nelle donne, che causa alterazioni del plesso venoso determinando un’atrofia progressiva del sacco lacrimale.

L’ostruzione delle vie lacrimali causa dunque la dacriocistite, caratterizzata da dolore, arrossamento ed edema dei tessuti perisacculari. Per effettuare la diagnosi di un’ostruzione delle vie lacrimali ci si avvale del test della digitopressione del sacco, la cui positività rappresenta un’indicazione alla terapia chirurgica, ed il test dell’irrigazione delle vie lacrimali, effettuata in ambulatorio che comporta nessuna particolare controindicazione.

La terapia è chirurgica e consiste nell’intervento di dacriocistorinostomia ab externo (ex-DCR), che eseguita da uno specialista oftalmolplastico, assicura un tasso di successo pari al 95-98%. L’intervento prevede un’incisione di 10 millimetri sul lato del naso, che nella maggioranza dei casi non lascia cicatrici. Tramite questa incisione si procede alla costruzione di una nuova via di deflusso delle lacrime con il posizionamento di un tubicino di silicone, che rimarrà in sede per circa 1-6 mesi, senza alcun fastidio per il paziente.

L’intervento è svolto nella maggior parte dei casi in anestesia locale e prevede due giorni di ricovero. Quando possibile l’intervento di dacriocistorinostomia si può effettuare per via endoscopica, tecnica meno invasiva ma con percentuale di successo lievemente più bassa.


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