Centro di Patologia Orbitaria Policlinico II Napoli

Patologie infiammatorie dell’orbita

Pseudotumor orbitario:

Lo pseudotumor orbitario anche detto infiammazione idiopatica dell’orbita, è processo infiammatorio aspecifico a carico di uno o di più tessuti mesenchimali dell’orbita. Si tratta dunque di una lesione occupante spazio di natura infiammatoria (non neoplastica), e negli adulti è spesso unilaterale, mentre nei bambini è più spesso bilaterale. I sintomi tipici dello pseudotumor orbitario includono dolore oculare, arrossamento, edema e tumefazione palpebrale e periorbitari, visione doppia (in caso di interessamento dei muscoli extraoculari), mentre segni caratteristici sono esoftalmo, e possibile riduzione dell’acuità visiva, se vi è interessamento del nervo ottico. Nei casi più gravi può provocare fibrosi progressiva dei tessuti colpiti fino al quadro della cosiddetta “orbita congelata” (caratterizzata da oftalmoplegia, ptosi e marcate alterazioni visive). Lo pseudotumor può dunque simulare i sintomi di una neoplasia orbitaria, pertanto, è fondamentale distinguere tale patologia dalle neoplasie. La terapia può andare dal semplice uso di antinfiammatori non steroidei fino all’uso di alte dosi di corticosteroidei. Talvolta è richiesto l’uso della radioterapia o di farmaci immunosoppressivi tipo methotrexate o ciclosporina. Di recente è stato introdotto l’uso degli anticorpi monoclonali.

Cellulite orbitaria:

La cellulite orbitaria è un’infezione (generalmente batterica) dei tessuti molli orbitari posti dietro al setto orbitario, distinta dalla cellulite presettale, che è invece un’infezione dei tessuti molli posti anteriormente al setto orbitario. La cellulite orbitaria è più frequente nei bambini, e può essere provocata da una diffusione di un’infezione batterica da siti adiacenti (cavità nasali, seni paranasali, denti), o dalla diffusione a distanza di focolai infettivi, o dall’ingresso di batteri dovuto a un trauma orbitario che lacera il setto orbitario. Sintomi tipici includono febbre, dolore oculare, malessere e calo dell’acuità visiva, mentre segni caratteristici sono esoftalmo, edema palpebrale e periorbitario, oftalmoplegia dolorosa. La terapia deve essere tempestiva e si avvale di antibiotici ad ampio spettro e, nei casi più gravi, dell’intervento chirurgico.

Dacrioadenite:

La dacrioadenite è un processo infiammatorio delle ghiandole lacrimali, e si distingue in acuta e cronica: la dacrioadenite acuta è frequente nei bambini dopo malattie virali (morbillo, varicella), si presenta con la comparsa acuta di febbre, senso di peso, dolore, edema e arrossamento palpebrale e periorbitario monolaterale, e con una caratteristica ptosi a “S italica” e dislocazione del bulbo oculare in basso e all’interno; la dacrioadenite cronica è generalmente secondaria a malattie sistemiche (Sindrome di Sjogren, sarcoidosi, Granulomatosi di Wegener), e si presenta con lieve edema palpebrale generalmente bilaterale, ipolacrimazione, e scarso dolore. La terapia include l’uso di antinfiammatori steroidei e, nei casi più gravi, farmaci immunosoppressori.

Granulomatosi di Wegener:

La granulomatosi di Wegener è una vasculite sistemica dei vasi di piccolo calibro che colpisce principalmente le prime vie aeree, ma che può coinvolgere anche l’occhio (sotto forma di sclerite necrotizzante, cheratite, periarterite retinica) o l’orbita, in genere bilateralmente per diffusione per contiguità dai seni paranasali o dal rinofaringe. I segni tipici includono esoftalmo bilaterale, oftalmoplegia, dacrioadenite, e nelle forme più gravi anche sclerite e cheratite ulcerativa periferica. Il trattamento si avvale di antinfiammatori steroidei, di immunosoppressori e, nei casi più gravi, di decompressione chirurgica dell’orbita.

Miosite:

La miosite orbitaria è un’infiammazione aspecifica acuta di uno o più muscoli extraoculari, e può dunque essere considerata una forma di pseudotumor orbitario. Tipica dell’età giovanile, esordisce generalmente con dolore oculare accentuato dai movimenti oculari e visione doppia. Segni tipici sono edema palpebrale e periorbitario, ptosi, chemosi congiuntivale, e lieve esoftalmo. Come per lo pseudotumor orbitario, la terapia prevede l’uso di antinfiammatori steroidei e, nei casi più gravi, di farmaci immunosoppressori.

Sindrome di Tolosa-Hunt:

La Sindrome di Tolosa-Hunt è una patologia infiammatoria idiopatica (cioè di origine sconosciuta) del seno cavernoso, della fessura orbitaria superiore e dell’apice orbitario, caratterizzata dall’alternarsi di periodi di remissione e periodi di recidiva. Nota anche con la dicitura di “Oftalmoplegia dolorosa”, si manifesta generalmente con dolore oculare accentuato dai movimenti oculari, visione doppia, ed cefalea omolaterale. Segni tipici includono paralisi dei nervi oculomotori con conseguente paralisi completa o parziale dei muscoli da essi innervati, riduzione della sensibilità del territorio innervato dalla 1° e 2° branca del nervo trigemino e lieve esoftalmo. Una riduzione dell’acuità visiva e coinvolgimento pupillare possono anch’essi esser presenti. La terapia prevede l’uso di antinfiammatori steroidei.


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